La terapia della gestalt è un modo di occuparsi di un altro essere umano per dargli la possibilità di essere se stesso (Kierkegaard).

Emozioni: il linguaggio dell'organismo

Il nostro approccio si basa sulla teoria della gestalt e ha come propria finalità il processo di crescita dell'individuo attraverso l'avanzamento della consapevolezza del soggetto e il ripristino della naturale equilibrio tra individuo e ambiente.
Il terapeuta e il counselor gestaltico devono condurre il cliente ad essere consapevole di chi è, integrando i comportamenti messi in atto e il processo decisionale che sta a monte e favorendo il mutare di schemi ripetitivi ed insoddisfacenti che impediscono alla persona una visione realistica e ampia delle proprie possibilità di scelta. Per raggiungere tale scopo, il terapeuta e il counselor gestaltico attribuiscono particolare valore alle emozioni considerate come "il linguaggio stesso dell'organismo" (Perls).
La gestalt porta alla graduale appropriazione delle parti scisse attraverso un percorso esperienziale finalizzato a rendere il soggetto attore protagonista della propria esistenza ed evitando fenomeni dispercettivi di vario genere.
E' proprio attraverso la stagnazione delle emozioni non riconosciute, infatti, che subentra l'angoscia in quanto energia trattenuta e non espressa, con il conseguente allontanamento da noi stessi e l'inevitabile passaggio dall'autoregolazione all'autocontrollo.

Cenni storici: Fritz Perls e la Gestalt

La psicoterapia della gestalt si sviluppa grazie alla particolare e pittoresca figura di Fritz Perls agli inizi degli anni 50 del secolo scorso. Nato a Berlino nel luglio del 1893, Perls si laurea nel 1921 e nel 1926 inizia la prima analisi personale. Importanti saranno, in questo momento della sua vita, gli incontri con Karen Horney, Lora Polsner e con Clara Happel, le quali porteranno Perls a decidere che la psicoanalisi sarà il suo futuro. Nel 1930, Perls incontra W. Reich con il quale intraprende una nuova analisi ed impara a conoscerne la figura attiva e aperta che grande influenza avrà sulla evoluzione della propria formazione. In seguito alle persecuzioni naziste, emigra inizialmente in Sud Africa e successivamente si trasferisce negli Stati Uniti, dove fonda il Gestalt Institute of New York. Nel 1952 viene pubblicato La terapia della gestalt: eccitamento ed accrescimento nella personalità umana a firma di Perls, Hefferline e Goodman. Il volume sarà il testo cardine della terapia gestaltica, sia per gli aspetti teorici che metodologici.
Tra il 1952 e il 1954 iniziano a fiorire i primi istituti di Gestalt, mentre Perls, assecondando il proprio stile libertario, esce dagli ambienti professionali tradizionalisti ed inizia un lento peregrinare per gli Stati Uniti, integrando attività didattica con nuovi stimoli. Conosce e frequenta la scuola di Moreno e lo psicodramma e inizia a lavorare sul vissuto e a ricercare un contatto più autentico con il paziente, sviluppando il qui ed ora.
Tra il '59 e il '68 Perls lavora con A. Huxley, A. Watts e in seguito con A. Maslow e Paul Tillich. Incontra Ida Rolf e la sua tecnica di massaggio profondo e perfeziona la tecnica della sedia che scotta.
Alle sedute partecipa un pubblico di professionisti che filma e registra la modalità e l'inventiva che caratterizza il lavoro di Perls, in seguito raccolto in un volume dal particolare nome "In and out of the garbage pail".
Perls muore il 14 maggio del 1970, lasciando ai suoi stretti collaboratori, tra cui C. Naranjo, J. Dawning e I. Blumberg, il compito di diffondere la terapia della gestalt e la sua trama concettuale all'interno di una metodologia clinica dettagliata (P. Baumgardner).

La Gestalt e le integrazioni con altri indirizzi

Nel lavoro gestaltico, l'integrazione con altri indirizzi è generalmente considerato un arricchimento e uno stimolo. L'integrazione, utilizzata con coscienza e armonia, determina un percorso unico e maggiormente idoneo al singolo cliente, alle caratteristiche personali di ognuno e ad una maggiore corretta lettura della richiesta di cambiamento della persona.
Tra le integrazioni da noi utilizzate, menzioniamo l'Analisi Transazionale di E. Berne, per il lavoro sull'io nei tre stati di genitore, adulto e bambino e per il lavoro in gruppo. Nel lavoro corporeo, in particolare di derivazione reichiana la Bioenergetica di A. Lowen, e la Vegetoterapia, come arricchimento delle possibilità di intervento su blocchi energetici, emozionali e di comunicazione non verbale.